SUBWOOFER 
 
 
 
Con l’avvento della moda dell’HOME THEATRE il subwoofer ha conosciuto finalmente la notorietà e la diffusione che meritava. Non tutti sanno esattamente cosa sia un subwoofer e quali siano i suoi compiti, ma in questi ultimi tre anni molti appassionati di alta fedeltà e cinema in casa hanno deciso di dotarsene e spesso i loro acquisti non sono stati oculati. 
 
Un subwoofer è un altoparlante oppure un diffusore, deputato alla riproduzione di frequenze INFRASONICHE, ovvero quelle frequenze che sono così basse che il nostro orecchio a malapena le distingue, ma il nostro corpo invece apprezza sottoforma di vibrazioni. 
 
Moltissime delle casse acustiche in commercio, specie quelle piccole per Home Theatre, hanno una scarsa estensione in basso a causa delle loro dimensioni e quindi la potenza sonora e la dinamica che sono in grado di gestire è davvero ridicola. 
 
Il subwoofer si assume il compito di aiutare queste casse a dare energia e dinamica al segnale riprodotto grazie alle sue buone capacità di escursione della membrana ed alla grande tenuta in potenza. 
 
Ora però occorre qualche precisazione: moltissimi, anzi quasi tutti i subwoofers in commercio in realtà hanno ben poco a che fare con le caratteristiche di cui sopra, in quanto fanno uso di altoparlanti di diametro troppo ridotto ed hanno scarsa estensione in basso. Per definizione un subwoofer dovrebbe riprodurre tutte le frequenze al di sotto dei 100 – 80 Hz, fino al limite udibile inferiore e magari più in basso (alcuni dischi contengono frequenze di 5 Hz !!), invece la maggior parte (almeno il 90 %) si fermano già a 50 Hz, quando non prima ! 
 
All’ascolto mancherà perciò tutto il segnale relativo alla prima ottava musicale e parte della seconda. Queste frequenze sono responsabili della potenza delle esplosioni negli effetti speciali, ma anche di molte informazioni sulle dimensioni e sul tempo di riverbero degli ambienti nei quali è avvenuta la registrazione di tutti i dischi che ascoltiamo. 
 
Senza queste frequenze il nostro cervello sarà portato a credere che il suono che stiamo ascoltando si propaghi in un ambiente di dimensioni piccole oppure, peggio, ci sembrerà che il suono provenga dal nulla. 
 
E allora ? 
 
Semplicemente il 90 % dei subwoofers in commercio non sono veri subwoofers, ma dei buoni diffusori di complemento per i bassi. È ovvio che un vero subwoofer non può avere le dimensioni di una scatola da scarpe per cui spesso in un ambiente domestico normale la sua presenza diventa troppo ingombrante. In questi casi il compromesso diventa obbligatorio, ma quello che ascolteremo ahimé sarà solo una percentuale del tutto. 
 
I subwoofers da me realizzati sono esclusivamente concepiti per raggiungere almeno i 20 Hz, e sono a richiesta già dotati di amplificatore interno con o senza filtro elettronico. Le loro dimensioni sono assolutamente importanti, necessitando quindi di molto spazio per il posizionamento, ma le loro prestazioni si avvicinano moltissimo a quelle dei migliori subwoofer attivi servocontrollati del mondo. Sto al momento studiando una versione più compatta e servocontrollata che garantisca uguale estensione, minore ingombro, maggiore potenza installata e minore distorsione, ma prevedo che i primi esemplari non vedranno la luce prima del 2006. 
 
Per ora sono realizzabili due modelli con altoparlanti da 32 centimetri dei quali uno da 300 litri con 4 altoparlanti ed uno da 150 litri con due altoparlanti. 
 
 
 
 
Le loro prestazioni sono assolutamente identiche, ma quello più piccolo eroga 6 decibel di pressione sonora in meno. In compenso le sue dimensioni sono più ragionevoli e compatibili con la maggior parte degli ambienti.